Descrizione
La procedura utilizza ultrasuoni focalizzati, non richiede incisioni né aghi ed è destinata a pazienti selezionati con sindrome delle faccette articolari lombari
L’ospedale Santa Maria di Terni amplia l’offerta della terapia del dolore con l’introduzione della termoablazione mediante ultrasuoni focalizzati ad alta intensità, conosciuta come HIFU. La struttura di Medicina del Dolore ha eseguito i primi trattamenti rivolti a pazienti con sindrome delle faccette articolari lombari che non avevano ottenuto risultati adeguati attraverso le terapie tradizionali.
L’innovazione contribuisce al percorso di programmazione regionale e di potenziamento dell’offerta specialistica del sistema sanitario umbro. La disponibilità della metodica a Terni aggiunge una possibilità di trattamento non invasivo per alcuni pazienti e valorizza le competenze sviluppate dall’Azienda Ospedaliera nella cura del dolore cronico.
Che cos’è la sindrome delle faccette articolari
Le faccette articolari sono piccole articolazioni poste nella parte posteriore della colonna vertebrale, con la funzione di collegare le vertebre e accompagnarne i movimenti. Quando queste strutture diventano fonte di dolore possono contribuire alla comparsa di una lombalgia cronica, cioè di un dolore persistente nella parte bassa della schiena.
Non tutte le lombalgie, tuttavia, dipendono dalle faccette articolari. Per questo motivo l’indicazione al trattamento HIFU richiede una valutazione specialistica e riguarda esclusivamente pazienti selezionati.
Come funziona il trattamento
L’HIFU utilizza fasci di ultrasuoni focalizzati che generano calore in profondità e agiscono in maniera mirata sui piccoli nervi che trasmettono il segnale doloroso dalle articolazioni della colonna vertebrale.
La procedura non richiede incisioni chirurgiche né l’introduzione di aghi e viene effettuata in regime di day hospital, con il rientro a casa nella stessa giornata. Rappresenta un’ulteriore possibilità per i pazienti nei quali le cure tradizionali non abbiano prodotto risultati soddisfacenti, ma non può essere considerata una soluzione generalizzabile a tutte le persone con dolore lombare.
Il primo caso trattato a Terni
Il primo caso descritto dall’Azienda Ospedaliera riguarda una paziente portatrice di pacemaker. In questa condizione la tradizionale termoablazione con radiofrequenza, basata sull’impiego di corrente elettrica trasmessa attraverso un ago, era controindicata.
La disponibilità dell’HIFU ha consentito agli specialisti di valutare una diversa possibilità terapeutica per una persona con poche alternative. La fonte riferisce l’avvio dei primi trattamenti, ma non sono ancora disponibili dati di follow-up, percentuali di efficacia o criteri quantitativi di accesso. Non è quindi possibile formulare conclusioni generali sui risultati clinici della metodica.
Più competenze e possibilità di cura nel sistema regionale
La procedura è stata introdotta dalla Struttura Semplice di Medicina del Dolore, diretta da Andrea Sanapo, all’interno del Servizio di Anestesia e Rianimazione guidato da Rita Commissari.
Secondo l’Azienda Ospedaliera di Terni, il Santa Maria rientra tra i primi centri italiani a utilizzare questa tecnologia, finora presente soprattutto in alcuni grandi centri universitari. L’introduzione dell’HIFU si affianca alle altre metodiche specialistiche sviluppate negli ultimi anni dalla struttura ternana.
L’ampliamento dell’offerta contribuisce agli obiettivi della Regione Umbria per rafforzare il sistema sanitario regionale e rendere disponibili sul territorio competenze e tecnologie specialistiche. Per i cittadini significa poter accedere in Umbria a un’opzione terapeutica aggiuntiva, quando clinicamente appropriata. La possibilità di limitare il ricorso a centri extra-regionali rappresenta una prospettiva legata alla disponibilità del servizio, non ancora un risultato misurato.
«Il risultato più importante è poter offrire ai cittadini nuove opportunità di cura», ha dichiarato Andrea Casciari, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni.






