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Disturbi alimentari, in Umbria oltre 13mila casi: i dati del convegno di Perugia tracciano l’identikit di un’epidemia silenziosa

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Evento promosso per celebrare la Giornata nazionale del Fiocchetto lilla

Data:

13 Marzo 2026

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Fiocco lilla

Descrizione

In occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto lilla (15 marzo), simbolo dell’impegno e della consapevolezza nei confronti dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, la città di Perugia ha ospitato un importante momento di confronto, che si è svolto venerdì 13 marzo nella sala del Consiglio della Provincia. L’evento ha permesso di scattare una fotografia aggiornata e preoccupante di quella che gli esperti definiscono una vera e propria epidemia silenziosa, un fenomeno spesso sottovalutato sia da chi ne soffre che dalle famiglie, ma che rappresenta oggi la seconda causa di morte tra i giovanissimi dopo gli incidenti stradali.

I dati regionali più recenti, derivanti dalla rilevazione 2025 del Ministero della salute, indicano che in Umbria sono 13.569 le persone tra i 12 e i 45 anni affette da anoressia, bulimia e disturbi da alimentazione incontrollata. Di questi, la componente femminile conta 9.580 casi, mentre quella maschile raggiunge le 3.989 unità. Si tratta tuttavia di numeri che rappresentano solo la punta dell’iceberg, poiché molte persone non riescono ancora a chiedere aiuto. Particolare allarme desta l’abbassamento dell’età di esordio: il 30% dei soggetti colpiti è minorenne e le richieste di aiuto sono drasticamente aumentate nel post-pandemia, arrivando addirittura a triplicare.

Un cambiamento significativo riguarda proprio la composizione di genere dei pazienti. I disturbi alimentari non sono più una patologia esclusivamente femminile; tra i 12 e i 17 anni, infatti, il 20% dei pazienti è costituito da maschi. Questo dato conferma come il corpo sia diventato un teatro del disagio anche per i ragazzi, i quali hanno registrato un aumento degli accessi alle strutture di cura di ben quattro volte tra il 2020 e il 2021. Tale tendenza è strettamente correlata anche all’uso dei social media, dove il tempo trascorso online influisce negativamente sull’autostima e sulla soddisfazione corporea, alimentando sintomi depressivi e l'interiorizzazione di modelli estetici irraggiungibili.

In questo scenario complesso, la Regione Umbria si conferma un modello di eccellenza nazionale, grazie a una rete di assistenza radicata nel territorio fin dal 2003. Il sistema integra i centri di riferimento, come Palazzo Francisci e il Nido della Rondine a Todi dedicati ad anoressia e bulimia, il Centro Dai di Città della Pieve per l’obesità e il Centro Dca (Disturbi del comportamento alimentare) di Umbertide per l’età evolutiva. A questi si affiancano i servizi territoriali di Terni e Foligno e il supporto salvavita garantito dalle Aziende ospedaliere di Perugia e Terni. Proprio per intercettare precocemente le emergenze, è stato attivato nei pronto soccorso regionali il ‘Percorso lilla’, protocollo specifico che garantisce cure immediate e appropriate.

La salute mentale poi è al centro del nuovo Piano socio sanitario regionale. Uno strumento strategico per il miglioramento delle cure per i disturbi alimentari, il cui fine ultimo è di rendere i servizi ancora più omogenei e accessibili su tutto il territorio. La strategia regionale punta con decisione sulla prevenzione, agendo in sinergia su quattro aree chiave identificate dal Ministero della salute: la scuola, il mondo dello sport, il monitoraggio della ‘diet industry’ e la sensibilizzazione sui pericoli dei social media.

L’Umbria continua dunque a investire per evitare alle famiglie i faticosi viaggi della speranza verso altre regioni, garantendo il diritto alla cura nel proprio territorio attraverso un modello multidisciplinare che coinvolge non solo il paziente ma l’intero nucleo familiare. Per chiunque necessitasse di supporto o orientamento, resta attivo il numero verde nazionale Sos Disturbi alimentari 800 180 969, gestito proprio dal centro di eccellenza di Todi.

All’incontro hanno partecipato Valentina Battiston, dirigente della direzione Salute e welfare della Regione Umbria; Laura Dalla Ragione, psichiatra e direttrice dell’Unità operativa complessa psichiatria e riabilitazione dei Dca Usl 1 dell’Umbria; Alfonso Tortorella, professore ordinario di Psichiatria dell’Università degli studi di Perugia; Paola Antonelli, neuropsichiatra infantile e responsabile Dna Usl Umbria 1; Marco Grignani, direttore del Dipartimento salute mentale Usl Umbria 1; Guido Pennoni, direttore di pediatria dell’ospedale di Città di Castello; Stefano Bartoli, psicologo dell’Azienda ospedaliera di Terni; Simone Pampanelli, diabetologo del Centro Dai di Città della Pieve Usl Umbria 1; Laura Cesarini, neuropsichiatra dell’Usl Umbria 2; Claudia Mazzeschi, professoressa ordinaria di Psicologia dinamica dell’Università degli studi di Perugia; Silvia Ferri, relatrice per i servizi Dna dell’Usl 1 Umbria; Ilaria Grandone, medico in Scienze della nutrizione dell’Azienda ospedaliera di Terni; Valentina Cenciarelli, pediatra dell’Azienda ospedaliera di Terni; Chiara De Santis, psicologa di Palazzo Francisci Usl Umbria 1; Francesca Rossetti, coordinatrice infermieristica dell’Usl Umbria 1; Elisa Reginato, medico in Scienze della nutrizione di Palazzo Francisci Usl Umbria 1; Claudia Ranucci, dietista dell’Azienda ospedaliera di Perugia; e Ilenia Carnazza, dietista dell’Azienda ospedaliera di Terni.

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Ultimo aggiornamento: 13/03/2026, 12:59

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