Descrizione
Ambienti più accessibili, 10 posti letto, flussi differenziati secondo la priorità clinica e servizi dedicati alle persone più vulnerabili. La riorganizzazione si inserisce nella programmazione regionale per una rete dell’emergenza-urgenza più moderna, inclusiva e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini.
Un Pronto soccorso più accessibile, organizzato e sicuro, capace di offrire percorsi adeguati alle differenti condizioni cliniche e alle necessità delle persone più fragili. È il risultato dell’intervento realizzato all’ospedale di Città di Castello nell’ambito del più ampio percorso promosso dalla Regione Umbria per rafforzare la rete ospedaliera e migliorare la qualità dei servizi rivolti ai cittadini.
I nuovi locali sono pienamente operativi dal 30 giugno 2026.
La Regione Umbria inserisce il potenziamento del Pronto soccorso in una programmazione sanitaria che integra organizzazione assistenziale, accessibilità e innovazione tecnologica. L’obiettivo è tradurre gli investimenti disponibili in cambiamenti effettivi per le persone: ambienti più adeguati, accessi più ordinati, tempi di risposta più coerenti con la gravità clinica e maggiore attenzione verso chi presenta bisogni specifici.
Spazi più funzionali e 10 posti letto
L’intervento strutturale ha avuto un valore di 1 milione e 400mila euro ed è stato realizzato con le risorse del Decreto legge 34/2020, destinate alla riorganizzazione dell’emergenza Covid-19 e al rafforzamento della rete ospedaliera.
I lavori hanno consentito di adeguare gli ambienti, migliorarne l’accessibilità e ridefinire i percorsi interni. La nuova configurazione rende più funzionale l’intero sistema di accoglienza e presa in carico e mette i professionisti nelle condizioni di gestire le diverse necessità assistenziali in spazi maggiormente appropriati.
Il Pronto soccorso dispone ora di 10 posti letto complessivi destinati all’Osservazione breve intensiva, alle camere di isolamento per pazienti con sospette malattie infettive diffusive e alla Medicina d’urgenza.
L’Osservazione breve intensiva permette di seguire per un periodo limitato i pazienti che necessitano di ulteriori accertamenti, valutazioni o trattamenti prima di definire il percorso successivo. Gli ambienti riservati all’isolamento e alla Medicina d’urgenza consentono invece di rispondere in modo più adeguato a differenti condizioni cliniche, aumentando la sicurezza e la funzionalità del servizio.
Percorsi distinti secondo la priorità clinica
La riorganizzazione ha interessato anche i flussi di accesso. I pazienti con codici bianchi e verdi seguono un percorso separato rispetto a quelli ai quali vengono assegnati i codici azzurri, arancioni e rossi.
La separazione permette una gestione più fluida degli accessi e aiuta i professionisti a concentrare tempestivamente l’assistenza sui casi maggiormente urgenti. Per il cittadino significa entrare in un sistema più ordinato, nel quale il percorso viene definito in base al bisogno clinico e al livello di priorità.
Gli spazi diventano così parte integrante del modello assistenziale: non costituiscono soltanto un miglioramento strutturale, ma sostengono concretamente la sicurezza, l’appropriatezza delle cure e la rapidità della risposta.
Più attenzione alle persone vulnerabili
La strategia regionale di rafforzamento dei servizi sanitari pone particolare attenzione all’accessibilità e alla tutela delle persone più vulnerabili. In questa direzione si inseriscono il potenziamento del Codice Rosa e l’adeguamento del percorso Dama – Disabled Advanced Medical Assistance.
Il Codice Rosa è rivolto a minori, donne e altre persone vittime di violenza sospetta o accertata. Il percorso consente di affrontare situazioni particolarmente delicate attraverso modalità di accoglienza e assistenza maggiormente protette, rispettose della riservatezza e delle necessità della persona.
Il percorso Dama è dedicato alle persone con gravi disabilità intellettive, neuromotorie o della comunicazione. Disporre di modalità di accesso e presa in carico specificamente organizzate contribuisce a ridurre le difficoltà che queste persone e le loro famiglie possono incontrare durante il ricorso alle cure urgenti.
La riorganizzazione del Pronto soccorso rende quindi il servizio non soltanto più efficiente, ma anche più inclusivo e capace di adattarsi a bisogni differenti.
Una nuova Tac a supporto dell’emergenza
Al rinnovamento degli ambienti e dei percorsi si affianca il potenziamento tecnologico. Il Pronto soccorso dispone di una Tac a 64 strati, acquistata con fondi PNRR nell’ambito della Missione 6, dedicata all’ammodernamento tecnologico e digitale delle strutture ospedaliere.
La disponibilità dell’apparecchiatura rafforza la capacità diagnostica a supporto dell’emergenza e consente di integrare più efficacemente la valutazione clinica con gli accertamenti necessari.
La fonte di finanziamento della Tac è distinta da quella utilizzata per i lavori: la riorganizzazione degli spazi, del valore di 1,4 milioni di euro, è stata realizzata con risorse del Decreto legge 34/2020, mentre l’apparecchiatura diagnostica è stata acquistata con fondi PNRR – Missione 6.
La programmazione regionale diventa un beneficio per i cittadini
Il nuovo assetto del Pronto soccorso rappresenta un tassello del programma più ampio di ammodernamento dell’ospedale di Città di Castello e di rafforzamento della rete regionale dell’emergenza-urgenza.
Attraverso la programmazione sanitaria e il coordinamento delle diverse linee di investimento, la Regione Umbria mette in relazione interventi strutturali, innovazione tecnologica e riorganizzazione dei servizi. Una strategia coerente con gli indirizzi del Piano socio-sanitario regionale, che pone al centro accessibilità, appropriatezza delle cure, attenzione alle fragilità e qualità dell’assistenza.
Il valore dell’intervento emerge soprattutto dai risultati disponibili per la comunità: un’accoglienza più funzionale, percorsi distinti secondo la gravità, maggiore attenzione alle persone vulnerabili e tecnologie moderne a supporto delle decisioni cliniche.
Per i cittadini dell’Alto Tevere e per l’intera rete regionale significa poter contare su un Pronto soccorso più ordinato, inclusivo e attrezzato, capace di offrire risposte più appropriate e tempestive alle differenti necessità di cura.






