Descrizione
Prenderà il via il 5 ottobre la campagna vaccinale 2026–2027 della Regione Umbria. L’obiettivo è prepararsi alla stagione dei virus respiratori offrendo ai cittadini la possibilità di valutare per tempo, con il proprio medico o pediatra, le vaccinazioni indicate in base all’età e alle condizioni di salute.
La Direzione regionale Salute e Welfare ha definito le linee guida della campagna e avviato l’organizzazione della distribuzione sul territorio. La Regione ha acquistato oltre 200 mila dosi di vaccino antinfluenzale, con formulazioni differenti per rispondere alle esigenze delle persone a cui sono destinate.
La fornitura comprende 146 mila dosi di vaccino a risposta potenziata per anziani e persone più vulnerabili, 41.300 dosi di vaccino quadrivalente ad alta protezione, 13 mila dosi in spray nasale pensate per i bambini e oltre 7.700 dosi ad alto dosaggio destinate alle persone maggiormente a rischio.
La campagna dà priorità agli ultraottantenni, alle persone con più di 65 anni, a chi convive con patologie croniche o tumorali e ai bambini dai sei mesi ai 14 anni. Le indicazioni e la formulazione più appropriate dipendono dalla situazione individuale: il medico di famiglia e il pediatra sono i riferimenti a cui rivolgersi per una valutazione.
L’impegno non riguarda soltanto l’influenza stagionale. La campagna comprende anche immunizzazioni contro Covid-19, virus respiratorio sinciziale, pneumococco, herpes zoster e HPV per i pazienti oncologici, secondo le indicazioni previste per i diversi destinatari.
All’organizzazione partecipano medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, servizi farmaceutici e farmacie del territorio. Le strutture e i professionisti coinvolti sono al lavoro per assicurare la somministrazione e la registrazione delle dosi, consentendo il monitoraggio della copertura vaccinale regionale.
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, richiama il valore della prevenzione e dell’attenzione alle persone più fragili: programmare la campagna prima dei mesi più freddi significa mettere a disposizione risorse e una rete di professionisti a cui i cittadini possono fare riferimento.
Per conoscere le vaccinazioni indicate per sé o per i propri figli, è possibile rivolgersi al medico di famiglia o al pediatra.






