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116117, già gestite 28.893 chiamate: la rete regionale è operativa in tutta l’Umbria

Dettagli della notizia

Quasi l’80% delle risposte entro un minuto e solo l’1,41% dei contatti trasferito al 118. Il numero gratuito per i bisogni sanitari non urgenti è attivo 24 ore su 24 in tutti i 12 distretti sanitari.

Data:

08 Ottobre 2026

Tempo di lettura:

116117

Descrizione

28.893 chiamate gestite, quasi l’80% delle risposte entro un minuto e solo l’1,41% dei contatti trasferito al 118. Sono i primi risultati del Numero europeo 116117 presentati l’8 ottobre, a poche settimane dal completamento dell’attivazione in tutto il territorio regionale.

Dal 17 settembre il servizio è pienamente operativo nei 12 distretti sanitari dell’Umbria, al termine di un percorso avviato nel maggio 2026 e progressivamente esteso dalla Regione all’intera regione.

Il 116117 offre ai cittadini un unico punto di accesso telefonico, gratuito e attivo 24 ore su 24, per i bisogni sanitari non urgenti e per orientarsi tra i servizi territoriali. La Centrale, gestita dalla Usl Umbria 1 come azienda capofila regionale, collega le 39 sedi di Continuità Assistenziale con i principali servizi sanitari e sociosanitari e con la rete dell’emergenza.

Una rete che sta già rispondendo

Tra il 22 maggio e il 5 ottobre, durante la progressiva attivazione del servizio, sono state gestite 28.893 telefonate. Di questo periodo, soltanto 19 giorni riguardano la piena operatività in tutto il territorio regionale.

Il 79,95% delle risposte è arrivato entro un minuto, mentre il tempo medio di attesa è stato di 50 secondi. L’87,15% dei casi trattati è stato indirizzato alla Continuità Assistenziale, circa l’11% ha riguardato richieste di informazioni e solo l’1,41% dei contatti è stato trasferito al 118.

A pieno regime la Centrale gestisce mediamente circa 320 chiamate al giorno, con un picco massimo registrato di 1.124 contatti. La proiezione sui volumi stabilizzati indica circa 117 mila chiamate all’anno.

I dati mostrano una domanda particolarmente elevata nei momenti in cui l’offerta sanitaria ordinaria si riduce. Il 52,8% delle chiamate arriva tra sabato e domenica, soprattutto nella fascia compresa tra le 8 e le 12. Nei giorni feriali, quasi la metà del traffico giornaliero si concentra tra le 20 e le 24.

Queste informazioni consentono alla Regione e alle Aziende sanitarie di conoscere meglio i bisogni della popolazione e di adeguare turni, professionalità e organizzazione dei servizi ai reali picchi della domanda.

Una chiamata per trovare la risposta più appropriata

Il 116117 accoglie la richiesta, individua eventuali segnali di urgenza e orienta il cittadino verso la risposta più adatta.

Per i bisogni non urgenti può fornire informazioni, attivare un teleconsulto, facilitare l’accesso alla Continuità Assistenziale o indirizzare verso servizi come il distretto sanitario, il Punto unico di accesso, il Cup, i servizi sociali, il Dipartimento di salute mentale e i servizi per le dipendenze.

Quando durante la telefonata emergono segnali di urgenza, la richiesta viene trasferita immediatamente alla rete dell’emergenza. In presenza di un’emergenza sanitaria, il riferimento resta il 112/118.

Il modello organizzativo prevede due livelli di risposta. Gli operatori formati accolgono e localizzano la richiesta, svolgono un’intervista strutturata e individuano il percorso corretto. Nei casi che richiedono una valutazione clinico-assistenziale interviene l’infermiere della Centrale, che può fornire indicazioni, attività di counseling e supporto nella gestione delle situazioni più complesse.

Più risposte, meno spostamenti non necessari

I primi dati mostrano anche un beneficio concreto per i cittadini. Tra i casi indirizzati alla Continuità Assistenziale, il 36,09% viene risolto telefonicamente, senza la necessità di una visita.

Il 55,25% richiede una valutazione ambulatoriale e il 7,94% una visita domiciliare. Le visite a domicilio, pur rappresentando una quota più contenuta degli interventi, assorbono il 26,1% del tempo medico complessivo.

Il contatto telefonico permette quindi di individuare rapidamente la risposta più appropriata, evitare spostamenti non necessari e riservare gli interventi domiciliari alle persone che ne hanno una reale necessità clinica.

La prossima fase: chiamare prima

La piena operatività del servizio apre ora una nuova fase. Attualmente il 53,8% degli utenti continua a recarsi direttamente nelle sedi di Continuità Assistenziale senza contattare preventivamente la Centrale.

La Regione Umbria e le Aziende sanitarie promuoveranno una comunicazione mirata, con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei servizi territoriali, per diffondere un comportamento semplice e utile: prima di spostarsi, chiamare il 116117.

I dati raccolti contribuiranno anche a rendere più coerente la distribuzione delle risorse, rafforzando le sedi che concentrano la maggiore domanda e tutelando le aree interne e montane, dove distanze e tempi di percorrenza rappresentano elementi essenziali della programmazione sanitaria.

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Regione Umbria

Ultimo aggiornamento: 08/10/2026, 15:53

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