Descrizione
In occasione del 29 ottobre, Giornata mondiale dell’Ictus (World Stroke Day), promossa con lo slogan “Impara i segni, riconosci che è un ictus – Risparmia #tempo prezioso”, la Regione Umbria fa il punto sulla gestione delle patologie cerebrovascolari acute, ambito clinico tempo-dipendente in cui “il tempo è cervello” e ogni minuto risparmiato può evitare decessi e disabilità permanenti.
Il quadro epidemiologico e i dati dell’ictus in Umbria
Nel territorio regionale si registrano stabilmente circa 2.000 ricoveri all’anno per ictus:
- Ictus ischemico: rappresenta il 67-70% dei casi totali, con una mortalità di circa l’8%. I ricoveri sono passati da 1.379 nel 2020 a 1.345 nel 2025, attestandosi a 896 nei primi otto mesi del 2026;
- Ictus emorragico: costituisce il 30-33% degli eventi, con una mortalità che supera il 20%. I ricoveri si mantengono costanti: 614 nel 2020, 659 nel 2025 e 444 nei primi otto mesi del 2026.
Trattamenti in fase acuta: il traguardo del 15%
Il rafforzamento della risposta clinica negli ultimi cinque anni ha portato a una crescita significativa delle procedure salva-vita:
- I pazienti trattati con trombolisi sono saliti da 163 nel 2020 (11,8% degli ischemici) a 177 nel 2025 (13,2%), con 108 procedure eseguite nei primi otto mesi del 2026;
- Gli interventi ad alta complessità di trombectomia meccanica hanno registrato un incremento di oltre il 61%, passando da 104 nel 2020 a 168 nel 2025 (72 nei primi otto mesi del 2026).
Nel complesso, circa il 15% dei pazienti con ictus ischemico accede a trattamenti tempestivi di riperfusione per la riapertura dell’arteria occlusa e ripristinare il flusso cerebrale: un traguardo di assoluta eccellenza, ampiamente superiore al dato medio nazionale.
L’attivazione del “Codice Ictu”, la Rete regionale e i Pdta
Questo risultato è reso possibile dalla solidità della rete tempo-dipendente quando scatta il “codice ictus”, un protocollo d’urgenza in cui ogni singolo minuto conta. La sua efficacia poggia sul percorso di riorganizzazione in atto della Rete regionale dell’Ictus e sul costante aggiornamento dei Pdta (Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali), finalizzati a garantire cure immediate, uniformi e paritarie in tutto il territorio regionale, riducendo le diseguaglianze assistenziali.
Il modello valorizza la stretta collaborazione multidisciplinare e l’integrazione tra i professionisti dell’emergenza-urgenza, della neurologia vascolare e della neuroradiologia interventistica, operando secondo l’architettura Hub & Spoke lungo le tre fasi cardine (pre-ospedaliera, ospedaliera acuta e riabilitativa territoriale):
- Centri Hub con Stroke Unit di II Livello (Azienda ospedaliera di Perugia e Azienda ospedaliera di Terni): dotati di presidi specialistici h24 di neurochirurgia, neuroradiologia interventistica h24 per le trombectomie meccaniche e monitoraggio intensivo continuo;
- Centri Spoke con Stroke Unit di I Livello (Ospedali di Città di Castello, Gubbio-Gualdo Tadino/Branca, Foligno e Orvieto): garantiscono la stabilizzazione del paziente, la somministrazione della trombolisi d’urgenza e il teleconsulto diagnostico continuativo con i centri Hub.
I segnali di allarme: cosa fare
In caso di sospetto ictus, la rapidità d’azione è decisiva. Alla comparsa improvvisa di uno o più dei seguenti sintomi:
- Asimmetria del volto o bocca storta mentre si sorride;
- Perdita di forza o deficit a un braccio o a una gamba;
- Difficoltà nell’articolare o comprendere le parole;
- Improvvisi disturbi visivi o perdita di equilibrio;
è fondamentale chiamare subito il 112 o il 118 per attivare immediatamente il “codice ictus” e consentire la presa in carico tempestiva all’interno della rete ospedaliera dedicata.






