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Chirurgia robotica, al Santa Maria di Terni 268 procedure nei primi sei mesi del 2026

Dettagli della notizia

L’attività cresce di circa il 52% rispetto allo stesso periodo del 2025 e coinvolge Urologia, Chirurgia generale e Ginecologia. Il programma si inserisce nella strategia regionale di potenziamento dell’innovazione e dell’alta specializzazione.

Data:

14 Settembre 2026

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Descrizione

Nei primi sei mesi del 2026 l’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni ha eseguito 268 procedure chirurgiche robot-assistite, 92 in più rispetto alle 176 realizzate nello stesso periodo del 2025. L’incremento, pari a circa il 52%, documenta la crescita del programma e il progressivo consolidamento dell’utilizzo della piattaforma.

L’attività è distribuita tra tre aree specialistiche: 114 procedure sono state eseguite in Urologia, 104 in Chirurgia generale e 50 in Ginecologia. Nello stesso semestre del 2025 erano state rispettivamente 86, 49 e 41. La crescita ha interessato quindi tutte e tre le discipline, con un aumento particolarmente rilevante nell’area della Chirurgia generale.

La chirurgia robot-assistita non affida l’intervento a una macchina autonoma. È il chirurgo a governare dalla console gli strumenti collegati alla piattaforma, che riproducono i suoi movimenti e mettono a disposizione una visione tridimensionale ad alta definizione del campo operatorio. La tecnologia costituisce dunque uno strumento nelle mani dei professionisti e richiede competenze specifiche, formazione e un’organizzazione coordinata dell’attività.

Un utilizzo elevato della piattaforma

Nei giorni feriali il tasso di utilizzo della piattaforma ha raggiunto il 94% nel primo trimestre del 2026 e il 98% nel secondo trimestre. L’attività è passata dalle 122 procedure dei primi tre mesi alle 146 del trimestre successivo; negli stessi periodi del 2025 erano state rispettivamente 86 e 90.

I numeri relativi alle procedure, la loro distribuzione tra le specialità e le percentuali di utilizzo misurano aspetti distinti: la crescita complessiva dell’attività, la sua dimensione multidisciplinare e la capacità organizzativa di impiegare con continuità la tecnologia disponibile. Il volume raggiunto non rappresenta, da solo, una prova di migliori risultati clinici, ma documenta il consolidamento del programma e delle competenze necessarie al suo funzionamento.

Secondo il benchmarking richiamato dall’Azienda Ospedaliera di Terni, il Santa Maria si colloca tra i primi dieci centri italiani che utilizzano il sistema da Vinci e dispongono di una sola piattaforma. Il confronto riguarda esclusivamente strutture dotate della medesima tecnologia e configurazione e non costituisce una classifica generale di tutti gli ospedali italiani. Il report considera oltre 190 centri italiani che utilizzano il sistema, più di 140 dei quali con una sola piattaforma.

Innovazione e alta specializzazione nel sistema regionale

La crescita della chirurgia robot-assistita a Terni si inserisce nel quadro della programmazione della Regione Umbria per rafforzare l’innovazione tecnologica e l’alta specializzazione all’interno del sistema sanitario regionale.

Il valore pubblico dell’investimento non risiede soltanto nella disponibilità della piattaforma, ma nella capacità di integrarla nell’organizzazione ospedaliera e di renderla una risorsa condivisa tra più discipline. Programmazione delle sedute, monitoraggio dell’utilizzo, sostenibilità e formazione contribuiscono a mettere tecnologie e competenze specialistiche a disposizione dei percorsi di cura del territorio regionale.

L’Azienda Ospedaliera dispone anche di un simulatore e di una doppia console, utilizzati per costruire percorsi progressivi di formazione. La simulazione permette ai professionisti di esercitarsi sulla console, mentre la doppia postazione consente l’affiancamento durante l’acquisizione delle competenze.

È inoltre in corso un percorso formativo finalizzato alla possibile introduzione della chirurgia robot-assistita negli interventi di tiroidectomia. Si tratta di una fase preparatoria: la procedura non è ancora stata avviata come attività clinica.

Come evidenziato da Andrea Casciari, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, l’obiettivo non è soltanto aumentare il numero delle procedure, ma governare lo sviluppo del programma attraverso pianificazione, monitoraggio delle performance, valutazione dei costi e investimento continuo sulle competenze professionali.

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Ultimo aggiornamento: 16/09/2026, 14:32

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